Arcigay Queer Vda André Zanotto

Reistruzione, altro che remigrazione

Sapete chi è William Dorsey Swann? Afrodiscendente nato schiavo in Maryland, nel 1858, è stata la prima persona a definirsi “queen of drag”. Affrancato dalla condizione di schiavitù, ha, per tutta la vita, supportato il movimento di liberazione queer.  L’intersezionalità significa avere chiara la complessità della natura umana, le sue declinazioni molteplici. Non ci può essere pride se non c’è il rispetto dei diritti umani, se si ignora il genocidio di un popolo, se si finge di non riconoscere l’ingiustizia sociale. Non ci può essere pride parlando in termini disumani di persone migranti.

Perché la colpa non sta nell’essere “migrante”. Sta nell’essere in condizione di povertà. È questo quello che realmente si perseguita. Perché la persona migrante ha una “funzione specchio”: quella di smascherare le nostre debolezze, paure, fragilità; per le quali preferiamo illuderci che non esistano. La povertà diventa una colpa, una valutazione morale, non una vulnerabilità sociale di cui occuprasi: la nostra è una società aporofoba.

Quello che si è perso non è solo la considerazione dell’essere umano come persona in quanto tale, ma la valutazione delle lotte intersezionali tra classi sociali. I conflitti vengono artificiosamente creati tra persone che dovrebbero, all’opposto, costruirsi come fronte unico e combattere le vere forme di oppressione a cui tutte sono soggette.

La prima forma di oppressione, quella strutturale, è puro e semplice colonialismo. Il privilegio, trasformato in diritto, di impadronirsi dell’alterità, disporne a proprio uso e consumo per un rendiconto personale. Il colonialismo è ciò che ha – ieri e oggi – plasmato la coscienza dell’Occidente; il pensiero di essere “migliori”, di aver ricevuto la missione di sottomettere, soggiogare, dominare, considerando l’alterità un mondo incivile, barbaro, sfruttabile. Per questo, per la liberazione dall’oppressione, il movimento queer si deve ribadire come forza anticoloniale, intersezionale, internazionalista.