Il DDL Caccia è barbarie, specchio di ciò in cui crede questo Governo.
Oltre alla presa in giro di considerare i cacciatori “bioregolatori della fauna”, la caccia viene considerata tutela della “biodiversità e dell’ecosistema”. Vengono reintrodotti i richiami vivi (tenere uccelli vivi nelle gabbie per richiamare i propri simili), le specie cacciabili passano da 7 a 47, si rendono solo consultivi i pareri dell’ISPRA, si rende più facile cacciare nelle aree demaniali (anche sulle spiagge), anche di notte con i visori notturni e nei periodi di migrazione e nidificazione, si potranno usare i silenziatori e, secondo la logica del Governo di criminalizzare il dissenso, sono introdotte multe per chi protesta. Parliamo di colonialismo: la volontà di possedere, trarre profitto da tutto quello su cui si riesce a mettere le mani, di dominio, sfruttamento, deregolazione e impunità. A questo si aggiunge il gravissimo impatto ambientale della caccia, come l’inquinamento da piombo delle pallottole, e il problema della sicurezza: la scorsa stagione venatoria ha causato 21 morti e 37 feriti, secondo l’Osservatorio Vittime della Caccia.
Effettivamente sì, in Italia esistono le lobby. Ma non quelle che vengono agitate, in una forma di studiato terrorismo (come la lobby gay). Esiste la lobby dei cacciatori: sono l’1% della popolazione. L’89% delle persone italiane vorrebbe abolire la caccia. Se non è lobby questa!
L’Unione europea ha avvertito l’Italia che la legge presenta gravi criticità, ma il Governo non ha reso pubblica la lettera di ammonimento. Non è l’Europa “brutta e cattiva”. È il nostro Governo che ignora sistematicamente la nostra Costituzione.
Vi chiederete perché un’associazione queer si occupi di questo. Perché essere queer significa avere uno sguardo intersezionale sul mondo. Le logiche di dominio, sfruttamento e violenza non colpiscono solo le persone: attraversano il nostro rapporto con gli altri esseri viventi e con l’ambiente. La giustizia climatica, ambientale e sociale non sono battaglie separate. Sono la stessa. Per questo, mentre l’Europa brucia e la crisi climatica è ormai una realtà, difendere gli ecosistemi significa difendere anche il nostro futuro.


