Arcigay Queer Vda André Zanotto

Normalizzare l’odio non è pluralismo

In Valle d’Aosta ci sentiamo ripetere spesso che per i diritti civili e l’inclusione “ci sono ben altre priorità”.
Poi però questo richiamo alle “priorità” svanisce quando si decide di importare da oltreoceano figure e narrazioni che nulla hanno a che fare con i bisogni reali del nostro territorio.

🎓 La proposta di intitolare un’aula dell’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste a Charlie Kirk, commentatore politico statunitense noto per posizioni razziste, omofobe, misogine e violente, è una scelta ideologica che usa un’istituzione pubblica come palcoscenico politico.
Non è pluralismo: è un tentativo di legittimazione istituzionale di una cultura politica reazionaria, autoritaria e apertamente ostile ai diritti civili.

⚖️ Vale la pena ricordarlo: c’è una differenza sostanziale tra chi rivendica nuovi diritti, che non tolgono nulla a nessuno, e chi quei diritti li combatte o li nega.

📚 Cosa rappresenterebbe quell’aula per chi studia e lavora nell’Università?
Le parole di Kirk aiutano a capirlo:

📖 Alla domanda se permetterebbe a una figlia di 10 anni, rimasta incinta dopo uno stupro, di abortire, Kirk ha risposto: “No. Il bambino nascerebbe.”
📖 “Se vedo un pilota nero, spero che sia qualificato”
📖 “Il movimento trans è una minaccia diretta alla civiltà occidentale”

🚨 È singolare che chi, sul territorio, ha cercato di silenziare le realtà LGBTQIA+ anche attraverso i tribunali, si presenti oggi come paladino di un “confronto democratico” incarnato da visioni discriminatorie e violente.

✊ Quando dal Consiglio regionale si propongono scelte simboliche come questa, non si tratta solo di un’intitolazione, ma dei valori che si decide di rappresentare nello spazio pubblico.
Noi scegliamo diritti, inclusione e rispetto.

🏳️‍🌈 La Valle d’Aosta non ha bisogno di simboli che dividono.
Su questo continueremo a esserci. 🏳️‍⚧️